senso di colpa .

  • Oggi a causa di problemi di salute , sono stata in ospedale , mi sono imbattuta in una donna gravemente malata , lei mi ha rivolto la parola dicendomi che avevo una faccia simpatica e cosi' abbiamo cominciato a parlare un po .
    Mi ha raccontato tante cose in pochi minuti che abbiamo parlato ,sembrava un fiume in piena , mi ha parlato di lei , della sua vita e di come ormai si stesse spegnendo , la cosa che m'ha lasciato a dir poco sconvolta e' stata la naturalezza e la pace con cui raccontava il destino che l'attendeva , io ho cercato d'incoraggiarla ma alla fine mi sono resa conto che era lei ad incoraggiare me vedendo che ero particolarmente presa dal suo stato fisico .Credevo che vedere persone realmente malate mi avrebbe dato la forza x affrontare i miei problemi psicologici in una maniera piu' forte , e invece oggi ho capito che tutto e' stato ancora peggio , mi sento triste per quella donna e stupida verso me stessa del resto se ci penso la mia e' solo una malattia ''immaginaria'', ma mi fa male da morire non riuscire a trovare una via d'uscita . ,

  • Ti capisco. La sua malattia ti sembra più reale della tua. Anche io ho fatto a volte questi pensieri, o mi hanno spinto a farli altre persone.
    In verità entrambi sono dei dolori lancinanti e sono DOLORI VERI. La differenza è che il tuo dolore psicologico probabilmente può essere risolto, la malattia della signora no.

    Visto che questa signora ti è entrata dentro, fallo per lei: curati.

  • Klarissa forse hai sbagliato a dare retta a quella signora...

    Cioé una che nemmeno ti conosce e ti racconta la storia della sua vita lo fa per sfogarsi (quindi per se stessa), non per aiutarti (secondo me).

    Cioé anche io ti posso dire (credendoci) che non vedo l'ora di crepare, ma magari poi in fondo non è così...

    Dimenticala...

  • Non so che dire , forse avrai ragione , pero' penso che in quelle condizioni sia pure lecito essere un po ''egoisti '' se cosi' vogliamo definire quella persona, io non sarei riuscita a parlare con tanta naturalezza dei miei problemi e con quella sua rassegnazione mentale , anzi, a dirla tutta forse sarei gia' morta dal dispiacere piu' che dalla malattia.

  • Ogni tanto vale la pena ricordarsi quanta aspettativa di vita abbiamo.
    Se hai 20 anni no di sicuro.
    Ma dopo i 40 hai ancora da vivere, ma potrebbe anche non essere molto.
    E se è così, vale la pena soffrire così tanto e per tanti motivi?

    Mio padre ogni tanto diceva: "tanto, pì quiddu ch'aggia campari..." E poi se ne fregava un po'.

    Se non ci fossero i miei difetti, non ci sarei nemmeno io.

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